MEDCAREMAGAZINE DI AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO
05 giugno

La prevenzione primaria del tromboembolismo venoso nel paziente oncologico ambulatoriale

Il tromboembolismo venoso (TEV) è una complicanza frequente nei pazienti oncologici, per i quali rappresenta la seconda concausa di morte. La valutazione di un eventuale trattamento profilattico e di quale tipo di trattamento deve essere fatta sulla base di una serie di fattori sia individuali che patologia. In supporto, esistono modelli clinici predittivi del rischio tromboembolico che permettono di valutare uno score di rischio. Inoltre, le indicazioni dettate dalle linee guida, trattate in questo articolo, aiutano il clinico nella scelta della terapia più appropriata tra quelle attualmente disponibili. Va sempre tenuto conto che la condizione clinica e l’iter terapeutico dei pazienti oncologici possono variare in tempi relativamente brevi, richiedendo quindi un’opportuna rivalutazione qualora si presentassero modifiche sostanziali della terapia oncologica e/o del profilo di rischio trombotico ed emorragico

Accedi

Per continuare la lettura è necessario essere registrati. Se hai già un account Xgate inserisci le tue credenziali, se sei un nuovo utente clicca su "Nuovo utente" e segui le istruzioni.

Articoli di possibile interesse

Strategie terapeutiche nella SM: ricostituzione immunitaria pulsata versus immunosoppressione continua

Cladribina orale è una terapia di ricostituzione immunitaria pulsata altamente efficace nella sclerosi multipla recidivante, con beneficio duraturo, sicurezza consolidata, ridotto monitoraggio e prolungati intervalli liberi dal trattamento

Il trattamento con GH nel bambino piccolo per età gestazionale (SGA)

Nei bambini piccoli per età gestazionale senza recupero staturale, il trattamento con GH favorisce crescita, statura adulta, composizione corporea, salute metabolica, densità ossea e qualità della vita

26 aprile

Sclerosi multipla: aderenza e preferenze del paziente influenzano gli esiti terapeutici

Nella SM, aderenza e persistenza alle DMT sono influenzate da preferenze dinamiche dei pazienti; attività di malattia guida gli switch, mentre terapie orali mostrano maggiore soddisfazione e praticità

15 aprile

Obesità e fertilità: il legame passa dal DNA spermatico

L’aumento del BMI è associato a maggiore frammentazione del DNA spermatico e a peggiori esiti riproduttivi